Italiano

Alzai lo sguardo e li vidi, ma ero troppo eccitato per interrompermi. Anche Fatma apri gli occhi e li guardò, era come in tranche, e continuò a danzare sul mio cazzo. Uno dei due allungò una mano e iniziò a palparle un seno da sopra, le strinse il capezzolo, e l’altro che non voleva perdere questa occasione fece altrettanto. Le afferrarono i seni, e poi i capelli, le accarezzarono la schiena fino a dove potevano arrivare. Noi continuammo a scopare come se loro non ci fossero. Non ci accorgemmo che nel frattempo erano scesi anche loro sottocoperta ed erano entrati nella piccola cabina che aveva due letti e uno spazio tra i due dietro che si univa andando verso prua, per godere da vicino di quella scena ad alta intensità di erotismo. Fatma mi scopava e li guardava, i due, che si erano tolti i costumi, la accarezzavano e si masturbavano mangiandola con gli occhi. Avevano due verghe grosse, nodose e piene di vene pulsanti. Guardavano Fatma, mentre si accarezzavano le mazze che prendevano dimensioni impressionanti. Il primo dei due, quello piemontese, prese coraggio e iniziò a baciarla, lei aveva la bocca semi aperta, lui entrò con la sua lingua, l’altro le leccò il collo, le orecchie, si abbassò a succhiarle un capezzolo. Fatma continuava ad avere orgasmi, e afferrava i capelli dei due guidandoli verso il suo corpo con le loro bocche avide e calde. I due ansimavano, e pronunciavano frasi sconnesse, la chiamavano troia, e continuavano a masturbarsi. Fatma godeva e si domandava perché provava quel piacere così folle nell’essere usata ed essere al centro dell’attenzione di tre uomini. Ma lei era così, non avrebbe mai accettato un rapporto con una donna presente, lei e solo lei doveva essere la protagonista, gli uomini dovevano essere totalmente vocati a lei, al suo corpo, alla sua testa. Gli odori del sesso erano forti, Fatma guardava i cazzi dei due e si eccitava, venne ancora. Capivo che voleva toccarli, pesare la loro consistenza, accarezzare le loro grosse palle, sentire il loro sapore, e loro che leggevano nei suoi occhi il desiderio che cresceva, continuavano a baciarla ed accarezzarla, uno le torturava il clitoride gonfio e rosso, mentre il mio cazzi entrava e usciva, l’altro aveva preso possesso delle sue orecchie, della sua bocca e dei suoi seni, e li divorava come se fossero frutti maturi. Io riuscivo a vedere tutto dallo specchio che era proprio in fondo sulla porta della cabina, che mi dava una perfetta visuale di quello che stava accadendo. Lei non resistette oltre, iniziò a giocare con il cazzo del veneto, lo stringeva, lo scappellava e lo ricopriva in una masturbazione lenta ma profonda. Con l’altra mano, prese presto il cazzo del piemontese, che era circonciso, si sputò sulla mano in modo da avere la saliva per poterlo masturbare facendo scorrere più facilmente la sua mano, piccola ma perfetta con quello smalto rosso scuro, e sul cazzo dell’uomo, pareva ancora più piccola e graziosa. Non sapevo più contare quanti orgasmi aveva avuto, la sua figa era ormai un lago, ed io ero vicino al momento di venire. La feci sollevare per sfilare il mio cazzo, la girai alla pecorina e iniziai a leccarle la figa e il culo, passando da uno all’altro buco senza sosta, lei gemeva sempre più forte, immagino anche perché sapeva che gli altri uomini si stavano godendo quello spettacolo straordinario. Uno dei due disse ora voglio leccarla un po' anche io, e mi fece spostare, prese subito il mio posto e con la sua lingua proseguì il lavoro iniziato da me. Fatma, sentendo un contatto diverso girò leggermente la testa e nello specchio vide la bocca e a lingua dell’uomo che la gustavano davanti e dietro, il suo clitoride veniva succhiato e leccato e lei era sempre più devastata dagli orgasmi, veniva e il suo liquido bianco colava abbondante sulla lingua che la torturava.

Francese

J'ai levé les yeux et je les ai vus, mais j'étais trop excité pour m'arrêter. Fatma a aussi ouvert les yeux et les a regardés, elle était comme dans une tranche, et a continué à danser sur ma bite. L'une des deux tendit la main et commença à peloter son sein par le haut, en serrant son mamelon, et l'autre, qui ne voulait pas rater cette occasion, fit de même. Ils lui attrapèrent les seins, puis ses cheveux, lui caressant le dos aussi loin qu'ils pouvaient. Nous avons continué à baiser comme s'ils n'étaient pas là. Nous n'avions pas réalisé qu'entre-temps ils étaient également descendus sous le pont et étaient entrés dans la petite cabine qui avait deux lits et un espace entre les deux derrière qui se joignait en direction de la proue, pour profiter de près de cette scène hautement érotique. Fatma m'a baisé et les a regardés, tous les deux, qui avaient enlevé leurs costumes, la caressaient et se masturbaient en la mangeant des yeux. Ils avaient deux tiges épaisses et nouées pleines de veines palpitantes. Ils regardaient Fatma, tout en caressant leurs bites qui prenaient des dimensions impressionnantes. Le premier des deux, le Piémontais, a pris courage et a commencé à l'embrasser, sa bouche était entrouverte, il est entré avec sa langue, l'autre lui a léché le cou, les oreilles, il s'est penché pour lui sucer le mamelon. Fatma a continué à avoir des orgasmes et a attrapé les cheveux des deux, les guidant vers son corps avec leurs bouches gourmandes et chaudes.Les deux haletaient et prononçaient des phrases incohérentes, la traitaient de salope et continuaient à se masturber. Fatma appréciait et se demandait pourquoi elle éprouvait un plaisir si fou à être utilisée et au centre de l'attention de trois hommes. Mais elle était comme ça, elle n'aurait jamais accepté une relation avec une femme présente, elle et elle seule devait être la protagoniste, les hommes devaient lui être totalement dévoués, à son corps, à sa tête. Les odeurs de sexe étaient fortes, Fatma regardait les bites des deux et s'excitait, elle revint. J'ai compris qu'elle voulait les toucher, peser leur consistance, caresser leurs grosses couilles, sentir leur goût, et eux, lisant le désir grandissant dans ses yeux, continuaient à l'embrasser et à la caresser, l'un torturait son clitoris gonflé et rouge, tandis que ma bite entrait et sortait, l'autre avait pris possession de ses oreilles, de sa bouche et de ses seins, et les dévorait comme s'il s'agissait d'un fruit mûr. Je pouvais tout voir depuis le miroir qui se trouvait juste au fond de la porte de la cabine, ce qui me donnait une vue parfaite de ce qui se passait. Elle ne put résister plus longtemps, elle commença à jouer avec la bite du Vénitien, la serrant, la débouchant et la recouvrant d'une masturbation lente mais profonde.De l'autre main, il prit bientôt le sexe du Piémontais, qui était circoncis, il lui crachait sur la main pour avoir de la salive pour pouvoir la masturber en glissant plus facilement sa main, petite mais parfaite avec ce vernis à ongles rouge foncé, et sur le sexe de l'homme, il semblait encore plus petit et plus joli. Je ne savais plus compter combien d'orgasmes elle avait eu, sa chatte était désormais un lac, et j'étais sur le point d'arriver. Je l'ai fait se lever pour retirer ma bite, je l'ai tournée en levrette et j'ai commencé à lui lécher la chatte et le cul, passant d'un trou à l'autre sans m'arrêter, elle gémissait de plus en plus fort, j'imagine aussi parce qu'elle savait que les autres hommes appréciaient ce spectacle extraordinaire. L'un des deux a dit maintenant je veux le lécher un peu aussi, et m'a fait bouger, a immédiatement pris ma place et a continué avec sa langue le travail que j'avais commencé. Fatma, sentant un contact différent, tourna légèrement la tête et dans le miroir vit la bouche et la langue de l'homme la goûter de face et de dos, son clitoris était sucé et léché et elle était de plus en plus dévastée par les orgasmes, elle jouit et son liquide blanc coula abondamment sur la langue qui la torturait.

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